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 Introduzione Riduci
Nel futuro della Liguria c'è un'energia pulita, rispettosa dell'ambiente, della salute dei cittadini e della bellezza del paesaggio. Il Consiglio ha approvato, nella seduta del 18 maggio 2007, la nuova legge regionale in materia di energia: l'obiettivo della nuova normativa è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile del sistema energetico, che passa per l'utilizzo di fonti rinnovabili e il risparmio energetico, ma anche per la riduzione dei gas serra e dell'inquinamento luminoso, secondo quelle che sono le indicazioni del protocollo di Kyoto, al quale fa riferimento il Piano energetico ambientale, che è lo strumento di attuazione della politica energetica regionale.

La nuova legge risponde alla normativa nazionale e alle direttive europee: tra l'altro stabilisce i requisiti degli impianti di illuminazione e di riscaldamento, ma anche le certificazioni energetiche per gli edifici. Sono molte le novità introdotte dalla legge, alcune relative al ruolo degli enti pubblici, altre che coinvolgono direttamente la vita quotidiana dei cittadini.

Viene definito il ruolo dell'Agenzia regionale per l'energia (Are), che sarà il braccio operativo della Regione in campo energetico, dei comuni e delle province. I comuni dovranno adeguare i regolamenti edilizi, mentre le province dovranno rilasciare l'autorizzazione per la costruzione e la gestione degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili e da centrali ibride, di gasdotti e oleodotti non appartenenti alla rete nazionale, ma anche rilasciare le autorizzazioni per la costruzione e la gestione dei pannelli solari termici superiori a cento metri quadrati, l'individuazione delle aree da utilizzare per impianti e reti di teleriscaldamento, i permessi relativi allo stoccaggio di idrocarburi.

Per i cittadini, invece, l'obbligo di produrre un certificato di rendimento energetico di un immobile al momento di firmare un atto di compravendita o affitto di un immobile: tale certificato deve essere prodotto anche dal costruttore in caso di nuovi edifici o di ristrutturazione integrale di un edificio di superiore ai mille metri quadrati. I nuovi edifici dovranno inoltre essere dotati di impianti solari termici per la produzione di acqua calda che copra almeno il trenta per cento del fabbisogno annuo. Dopo una fase di sperimentazione, la legge, che ha una dotazione finanziaria per il 2007 di seicentomila euro, verrà specificata da un apposito regolamento di attuazione.

La legge prevede inoltre che la Regione approvi ora alcuni regolamenti con i quali definire gli aspetti più specifici delle varie materie trattate. Uno di questi regolamenti stabilirà, in particolare, modalità e tempi di redazione dei certificati di rendimento energetico che dovranno essere associati agli immobili di nuova costruzione, a quelli che subiscono ristrutturazione integrale e, con tempi diversi, agli edifici già esistenti. A regime, tali certificati dovranno essere prodotti in caso di compravendita o affitto dell'immobile. I nuovi edifici dovranno inoltre essere dotati di impianti solari termici per la produzione di acqua calda che copra almeno il 30% del fabbisogno annuo. La legge ha una dotazione finanziaria di trecentomila euro.


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 SINOSSI Riduci
La nuova legge prevede che non sono soggetti a permesso di costruire, né a DIA né a comunicazione gli interventi di manutenzione ordinaria e l’eliminazione delle barriere architettoniche, mentre con una comunicazione di avvio dell'attività sarà possibile effettuare, ad esempio, opere all’interno delle unità immobiliari, interventi di manutenzione straordinaria all’esterno dell’edificio, installazione di impianti solari termici e fotovoltaici fino a 20 mq.
Sono invece soggetti a DIA obbligatoria gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di demolizione senza ricostruzione, l’installazione di pannelli solari termici da 20 a 100 mq, di pannelli fotovoltaici da 20 a 100 mq e di impianti eolici.Sono subordinati a permesso di costruire gli interventi di nuova costruzione, esclusi quelli soggetti a DIA obbligatoria, di ristrutturazione urbanistica ed edilizia, di sostituzione edilizia, di restauro e risanamento conservativo. In alternativa al permesso di costruire, i suddetti interventi possono essere realizzati mediante Denuncia di Inizio Attività facoltativa (DIA facoltativa), a condizione che siano specificamente disciplinati dalla strumentazione urbanistica comunale o da strumenti attuativi.
Le disposizioni della legge sostituiscono la Parte I del d.P.R. 380/2001 e successive modifiche e integrazioni, con esclusione degli articoli 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51 e 52

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